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	<title>Commenti a: Bombay, un luogo letterario</title>
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		<title>Di: Max</title>
		<link>http://www.metropolidasia.it/blog/?p=174#comment-30</link>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 03:25:42 +0000</pubDate>
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		<description>Difficile per uno come me, expat a Bangkok e mai passato per Bombay, parlare di questa città. Ma è un buon pretesto per una riflessione sulle metropoli asiatiche. Sembrano sempre più luoghi letterari, troppo spesso interpretati secondo quella che definisco la Blade Runner Syndrome, che induce a sottolinearne soprattutto il lato oscuro. 
All&#039;estremo opposto le descrizioni degli analisti finanziari, dei politici, degli hi-people che le osservano solo negli aspetti della crescita economica, del nuovo ordine mondiale o delle tendenze culturali. Questa è la Wall Street Syndrome (o Wall Paper, secondo i casi).
E&#039; il bello delle Metropoli d&#039;Asia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Difficile per uno come me, expat a Bangkok e mai passato per Bombay, parlare di questa città. Ma è un buon pretesto per una riflessione sulle metropoli asiatiche. Sembrano sempre più luoghi letterari, troppo spesso interpretati secondo quella che definisco la Blade Runner Syndrome, che induce a sottolinearne soprattutto il lato oscuro.<br />
All&#8217;estremo opposto le descrizioni degli analisti finanziari, dei politici, degli hi-people che le osservano solo negli aspetti della crescita economica, del nuovo ordine mondiale o delle tendenze culturali. Questa è la Wall Street Syndrome (o Wall Paper, secondo i casi).<br />
E&#8217; il bello delle Metropoli d&#8217;Asia.</p>
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		<title>Di: Silvia</title>
		<link>http://www.metropolidasia.it/blog/?p=174#comment-29</link>
		<dc:creator>Silvia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 19:49:55 +0000</pubDate>
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		<description>Anche per me Bombay è un po&#039; il primo luogo letterario (ma anche umano) della &quot;mia&quot; India...

Quanto al nome, alla fine li uso (mentalmente) entrambi: li ho sentiti usare diversamente, anche dalle stessa persona, a seconda della lingua usata, inglese o marathi (Mumbai d&#039;altra parte è il nome marathi), e soprattutto a seconda della classe sociale. 
Le bambine musulmane dello slum, per esempio, dicevano sempre Mumbai, in qualunque lingua parlassero, ignare delle implicazioni politiche di un nome. 
Un altro libro di quelli super-mega-famosi ambientati a Bombay (Nessun dio in vista) distingue proprio fra due città diverse, non due nomi diversi per la stessa città. Due città che convinono una di fianco all&#039;altra: la Bombay dove si parla inglese, si vive con l&#039;aria condizionata e macchine con autista e la Mumbai fatta di mendicanti, caldo infernale e odore di fogna. 
“Bombay, dove tutto è in orario. Mumbai, che si nutre degli avanzi di Bombay.”
Un po&#039; come i piani diversi dell&#039;edificio della galleria d&#039;arte. 

Io amo Bombay e leggerne ogni volta mi affascina perché mi riporta nella memoria, ma ho anche molta voglia di scoprire altri posti (oltre a Delhi, numero due nella lista delle città letterarie contemporanee) che immagino essere altrettanto brulicanti e pieni di storie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche per me Bombay è un po&#8217; il primo luogo letterario (ma anche umano) della &#8220;mia&#8221; India&#8230;</p>
<p>Quanto al nome, alla fine li uso (mentalmente) entrambi: li ho sentiti usare diversamente, anche dalle stessa persona, a seconda della lingua usata, inglese o marathi (Mumbai d&#8217;altra parte è il nome marathi), e soprattutto a seconda della classe sociale.<br />
Le bambine musulmane dello slum, per esempio, dicevano sempre Mumbai, in qualunque lingua parlassero, ignare delle implicazioni politiche di un nome.<br />
Un altro libro di quelli super-mega-famosi ambientati a Bombay (Nessun dio in vista) distingue proprio fra due città diverse, non due nomi diversi per la stessa città. Due città che convinono una di fianco all&#8217;altra: la Bombay dove si parla inglese, si vive con l&#8217;aria condizionata e macchine con autista e la Mumbai fatta di mendicanti, caldo infernale e odore di fogna.<br />
“Bombay, dove tutto è in orario. Mumbai, che si nutre degli avanzi di Bombay.”<br />
Un po&#8217; come i piani diversi dell&#8217;edificio della galleria d&#8217;arte. </p>
<p>Io amo Bombay e leggerne ogni volta mi affascina perché mi riporta nella memoria, ma ho anche molta voglia di scoprire altri posti (oltre a Delhi, numero due nella lista delle città letterarie contemporanee) che immagino essere altrettanto brulicanti e pieni di storie.</p>
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		<title>Di: Klara</title>
		<link>http://www.metropolidasia.it/blog/?p=174#comment-27</link>
		<dc:creator>Klara</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 12:11:20 +0000</pubDate>
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		<description>Anche per me resta, e sempre sarà, Bombay. 
Bombay, meri jaan. Penso che non esista al mondo posto più frizzante, corrosivo e indelebile. Bombay, la città dei tramonti impossibili. Città brulicante di corpi e ferite. Una città che ti contagia, sempre. Le sue onde lambiscono i corpi sospesi all’orizzonte. Bombay, città di poeti d’acqua e di corvi, di cieli di cardamomo. Forse sono troppo &quot;di parte&quot; per parlare con obiettività di questa metropoli cannibale, infernale ma &quot;di sangue vivo&quot;, di parole e di memorie. Bravi, voi di Metropoli d&#039;Asia, continuate così!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anche per me resta, e sempre sarà, Bombay.<br />
Bombay, meri jaan. Penso che non esista al mondo posto più frizzante, corrosivo e indelebile. Bombay, la città dei tramonti impossibili. Città brulicante di corpi e ferite. Una città che ti contagia, sempre. Le sue onde lambiscono i corpi sospesi all’orizzonte. Bombay, città di poeti d’acqua e di corvi, di cieli di cardamomo. Forse sono troppo &#8220;di parte&#8221; per parlare con obiettività di questa metropoli cannibale, infernale ma &#8220;di sangue vivo&#8221;, di parole e di memorie. Bravi, voi di Metropoli d&#8217;Asia, continuate così!</p>
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