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    La casa editrice di Andrea Berrini, scrittore e saggista. L’obiettivo: scoprire e tradurre narratori contemporanei asiatici che propongono scritture innovative.
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Tutti i post su politica

La condanna di Wang Lijun

Uno dei maggiori e più intricati scandali politici che ha tenuto banco in Cina negli ultimi tempi è quello relativo all’omicidio dell’uomo d’affari inglese Neil Heywood, per il quale era già stata condannata la moglie del politico Bo Xilai, del quale tuttora non si ha traccia.

Ora un nuovo capitolo si è aggiunto alla storia, con la condanna a 15 anni del “super-poliziotto” Wang Lijun, accusato di aver in un primo momento cercato di coprire il caso e quindi salvare la carriera politica del suo amico Bo Xilai, per poi però dopo un litigio con quest’ultimo cambiare rotta e collaborare alle indagini.

Aggiornamento 2/10: il destino di Bo Xilai

Han Han cancella il tour americano

La notizia ci coglie di sorpresa: non va più negli USA, a ottobre, a promuovere il suo New Generation, edito da Simon and Shuster.  Noi ci aspettavamo un po’ di fuffa mediatica, volevamo approfittarne per restare in scia con Verso Nord, Unonoveottootto, il suo ultimo romanzo che mandiamo in libreria a metà ottobre.

Però la cancellazione è una notizia: dopo che qualche dissidente gli ha dato del venduto, del troppo soft, del compromesso con il regime (io non ci ho mai creduto), ecco che il viaggio non si fa: chiaro che glielo hanno impedito. Non raccontateci balle: che ha paura di volare? Altre paure, in questo autunno di elezioni ai vertici del partito, e strane scomparse dalla scena di dirigenti di spicco, di candidati alla segreteria (Xi Jinping, assente dalle scene per due settimane).

L’Operazione Silgerh

Outlook India dedica ampio spazio all’Operazione Silgerh, nata per colpire i naxaliti ma in cui sono morte 18 persone probabilmente estranee al conflitto. Il lungo articolo si chiude con sei domande e risposte, o meglio domande rimaste aperte.

Ricordiamo anche la recente intervista dello stesso giornale alla scrittrice Arundhati Roy, dove si era parlato di politica e gruppi militanti.

Scarcerati 20 politici in Birmania

Nell’ambito di un’amnistia presidenziale sono stati recentemente scarcerati 20 attivisti politici birmani che si trovavano agli arresti.

Aung San Suu Kyi, che recentemente si è recata in Europa dove ha ritirato il Nobel per la Pace che aveva vinto nel 1991, ha chiesto la liberazione di altri 330 prigionieri politici ancora detenuti.

Via: @simopieranni

Aung San Suu Kyi in Europa

Aung San Suu Kyi è appena partita per un viaggio in Europa. Si tratta chiaramente della prima volta fuori dalla Birmania da quando è stata arrestata nel 1988.

Visiterà Regno Unito, Svizzera, Irlanda, Francia e Norvegia. Qui ritirerà formalmente il Nobel per la Pace che aveva vinto nel 1991.

Come sta la satira in India

China Files fa il punto sulla satira politica in India, in un momento in cui la classe dirigente si dimostra piuttosto permalosa e particolarmente attenta ai calcoli elettorali.

Recentemente il parlamento indiano si è trovato d’accordo nell’eliminare una vignetta satirica risalente al 1949 riportata su un libro scolastico.

Brevi: Stop alle proroghe per il governo ad interim del Nepal

La Corte suprema del Nepal ha stabilito che il governo ad interim del Nepal non può più prorogare il suo termine, che scade il 27 maggio. Si dovrebbe quindi arrivare a nuove elezioni.

Brevi: L’ambasciatore americano e i suoi redditi

Interrogato dal Beijing Daily sui propri redditi, l’ambasciatore americano a Pechino Gary Locke ha risposto dettagliatamente alle velate accuse, che sono in questo modo diventate un boomerang. In molti infatti, soprattutto online, hanno notato come la stessa trasparenza non sia riscontrabile nei dirigenti e funzionari pubblici cinesi.

Nominare la Rivoluzione culturale

Il New York Times si sofferma su una frase del primo ministro cinese Wen Jiabao, che in una dichiarazione di un paio di mesi fa aveva affermato che se il paese fallirà il processo di riforme, si rischia una nuova “Rivoluzione culturale“.

L’articolo, scritto da Lijia Zang, parla di come il tema sia una sorta di tema tabu in Cina, e si eviti di tirarlo in ballo nelle discussioni pubbliche. Secondo l’autrice, la Rivoluzione culturale è avvenuta perché in un contesto non democratico, ed è su questo punto che le riforme dovrebbero puntare, cosa che però a suo modo di vedere non avverrà neanche nel prossimo ricambio della classe dirigente cinese.

Via: @CDT
Immagine: Wikipedia

kagle.kera@mailxu.com denburger_josephine