Ti svegli un giorno e non sai più chi sei

Un giallo vero, finalmente. E viene dalla patria del cinema d’azione, dell’omicidio drammaturgico e del western urbano: la magnificente Hong Kong.

Quando un editore taiwanese, Crown, mi propose di partecipare all’assegnazione del Soji Shimada Mystery Award parlandomi di “giallo a chiave”, avevo storto un pochino il naso. Per giallo a chiave si intendeva infatti il giallo classico: Poirot o Sherlock Holmes, insomma, in caccia di indizi utili alla soluzione del caso.

I maggiordomi son tornati di moda anche da noi (vedi in Vaticano), ma Emily, simpaticissima e irrefrenabile editor tascabile di Crown aveva faticato a convincermi. Io obbiettavo che in Italia preferiamo da tempo lo schema del noir, dove la soluzione all’enigma conta meno rispetto alla grana dei personaggi, agli interrogativi etici: a questi sì, il detective di turno dovrà dare una soluzione.

Emily diceva: ma questa è l’Asia: l’enigma siamo noi. E l’enigma dobbiamo scioglierlo.

Duplice Delitto a Hong Kong, dunque: un amnesia, un poliziotto in cerca della propria identità, di pari passo con la ricerca di un colpevole a uno strano omicidio in famiglia. Un delitto che non è di ieri, come crede l’ispettore Hui Yau-Yat, ma di sei anni fa. Risvegliarsi dentro a un’auto sentendo su di sé puzza di vomito e di alcol, ritrovarsi nel taschino un block notes, scoprire che la tua mente ha cancellato in un solo colpo anni della tua vita: riconoscere il tuo nome solo perché qualcun altro lo pronuncia. E non è finita qui.

Intorno a te Hong Kong, grattacieli scintillanti e schermi pubblicitari alla Blade Runner, appartamenti squallidi in periferia, un senso di incombente decadenza, come essere affacciati sul ciglio di un epoca nuova.

Ci sarebbe da dirne per pagine e pagine. Il nostro Chan Ho Kei (un tipo okay, certo) ha 28 anni, è informatico per necessità, giallista per vocazione (aveva già vinto premi), editor di fumetti e hongkonghese fino al midollo. Un grosso nerd con gli occhiali spessi che si guarda attorno e puntando il dito verso i suoi concittadini afferma stentoreo: li vedi tutti questi? Tutti, non sanno più chi sono.

Accompagnato dalle liriche di David Bowie (si cita The Man Who Sold the World, ma a me viene in mente il Major Tom to ground control…), Duplice Delitto ha percorso l’Asia in lungo e in largo: originario di Taiwan è già pubblicato in Giappone e in Cina, in via di traduzione in lingua thai, e in inglese per il mercato malese e singaporeano. Portiamocelo in Europa: noi, noi lo sappiamo chi siamo? E chi è l’assassino: il maggiordomo?

smethers.alethia