Tutti i post su Cina

Da La Cina sono io, di Xiaolu Guo

Brandon varca la cancellata del Centro Rimpatrio Forzato con la sua pizza ai peperoni e il suo caffè annacquato. Oggi non ha buone notizie per Jian. Supera due operai in tuta blu arrampicati su una scala a pioli che stanno portando giù il cartello Centro Rimpatrio Forzato di Dover. Rimontano sulla scala a pioli e Centro Rimpatrio Forzato diventa Centro Detenzione. Brandon alza gli occhi; nel cielo vagano pesanti nuvole nere. Cade la pioggia, che bagna all’istante il cartello appeso da poco dagli operai.
Un operaio si rivolge al collega. «Ma rimpatrio forzato e detenzione non sono la stessa cosa? La maggior parte degli stranieri che tengono chiusi qui saranno rimandati indietro, no?».
Brandon è bombardato dalle gocce di pioggia. Corre nell’edificio per ripararsi.
La pioggia picchietta la finestra vicino a Jian. Quando Brandon comunica le ultime notizie, Jian si china sul planisfero, quasi a volersi fondere in quella superficie di carta. Le autorità inglesi stanno chiudendo la porta agli immigrati; rifiuteranno quasi il 90 per cento delle domande in base al nuovo sistema a punti.
«Jian, cerca di capire, in questo Paese non c’è spazio per altre persone. Questa non è la Cina!»
«In quanti siete?» chiede Jian.
«Sessanta milioni, inclusi i gallesi e noi scozzesi. È tantissimo per un’isola così. Non è come in Svizzera, che sono solo in sette milioni!».

Da La Cina sono io, di Xiaolu Guo

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Da E adesso?, di A Yi

A pranzo ho cominciato a stare più attento ai soldi e per andare in stazione ho usato i mezzi. Molto prima di arrivare, ho tolto la batteria al cellulare.
Nel piazzale c’è un muro con un’enorme mappa della Cina, davanti al quale le persone guizzavano come pesci. Mi sono fermato lì e mi sembrava di essere immerso nel fiume del tempo. Il giorno dopo, al mio posto ci sarebbe stato il capo della polizia, con il medesimo interrogativo: «Dove si rifugerebbe un criminale?». Io avevo un’infinita gamma di possibilità, ma lui sarebbe stato costretto a ricorrere al rasoio di Occam, limitandosi a due ipotesi: 1) un luogo in cui ha un interesse particolare o un legame affettivo; 2) un luogo in cui conosce qualcuno.
Per il resto era in mano al destino.

Da E adesso?, di A Yi

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Da Svegliami alle nove domattina, di A Yi

Strofinava con perizia, scrupolo, durezza, come se stesse raschiando le assi di una porta, e mentre cercava di infilargli l’abito funebre si accorse che le sue mani, un tempo tornite e possenti, avevano perso peso, pendevano a casaccio, e tutto quanto il suo corpo ondeggiava avanti e indietro seguendo la gravità terrestre come la testa di un neonato insonnolito. «Mettiti a sedere», gli ordinò a mezza voce, e nel suo tono rabbioso si sentiva che lei era la moglie abbandonata, che sarebbe stata in eterno la sua sposa (la sola, per meglio dire), la somma di tutte le sue donne, moglie, sorella, madre. «Sono dieci anni e passa che ostenti la tua forza, ti prego, adesso alzati».
«Si è solo appisolato, non può essere morto». Jin Yan, che era nativa dello Hubei, continuava a sbandierarlo ai quattro venti.

 Da Svegliami alle nove domattina, di A Yi

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Da Le tre porte, di Han Han

Sul fronte della docenza Ma Debao era fi nalmente riuscito a ingranare, a mettersi in carreggiata. Non era facile insegnare cinese, ma poteva essere un’esperienza fantastica, si trattava di obbligare gli studenti a leggere il manuale. «Se si legge un libro cento volte, la sua essenza si svelerà» è un’antica massima che oggi non ha più grande valore, il che forse signifi ca che i lettori sono sempre più stupidi o gli scrittori sempre più intelligenti. Le intenzioni degli autori dei testi del manuale somigliavano agli amori di stampo tradizionale, erano criptate, per quanto se ne intuisse l’esistenza e gli studenti si affannavano a tirare fuori un senso dai brani, neanche facessero degli scavi archeologici. Prima scavavano a fondo nel terreno, poi levavano strati e strati di polvere, una volta recuperato il cimelio, dovevano trattarlo con cura, se ne capitava uno un po’ più grosso bisognava ripararlo e ridipingerlo, una vera faticaccia.
Ma Debao, invece, era estremamente diretto, niente discussioni in classe, niente interrogazioni, sbatteva in faccia agli studenti i ritrovamenti archeologici fatti lungo gli anni da altri professori. E gli studenti erano semplicemente tenuti a copiare dalla lavagna sul quaderno e dal quaderno sul compito in classe. Dopo alcune prove scritte, i risultati furono spettacolari, e gli errori pochissimi. Per Ma Debao rimaneva un’unica spina nel fi anco, il circolo letterario.

Da Le tre porte, di Han Han

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Da E adesso?, di A Yi

La mattina sono andato di buonora al mercato delle pulci. Ho girato a lungo prima di trovare qualcuno che se ne intendesse. Era un tale con il volto scavato, i capelli bianchi e gli occhiali da presbite; dallo sguardo sembrava una persona onesta. Speravo facesse la stima, pagasse e arrivederci. Dopo aver esaminato il pezzo, è ammutolito. Ho domandato qual era il valore. Ha balbettato come per parlare, ma ha desistito ed è rimasto a fissarmi imbarazzato. Quando l’ho sollecitato, ha chiesto: «Secondo te, ragazzo?».
«Sono io che lo chiedo a te, sei tu l’esperto».
Ha sfiorato il Buddha con il pollice: «Per essere giada, è giada, ma è un tantino torbida».
«Quindi?»
«Cinquecento».
Mi sono ripreso il Buddha: «Comprati gli spaghetti precotti con i cinquecento yuan».

Da E adesso?, di A Yi

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I nove continenti nell’”oroscopo” del Fatto Quotidiano

Nella rubrica La Libromante su Il Fatto Quotidiano è stato citato I nove continenti, ultimo libro di Xiaolu Guo pubblicato da Metropoli d’Asia.

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Segnalazioni per I nove continenti

Articoli dalla stampa e dal Web che hanno parlato di I nove continenti, l’ultimo libro di Xiaolu Guo pubblicato da Metropoli d’Asia (in aggiornamento).

Il Fatto Quotidiano (ottobre 2018)
il manifesto
(settembre 2018)
Promozione Distribuzione Editoriale – PDE (agosto 2018)
Internazionale
(luglio 2018)
L’Espresso
(luglio 2018)

Rassegna stampa estera

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Xiaolu Guo citata sul manifesto

In un articolo del manifesto su Londra e su come alcuni scrittori inglesi l’hanno raccontata, la giornalista Franca Cavagnoli cita anche Xiaolu Guo, autrice con Metropoli d’Asia di La Cina sono io, 20 frammenti di gioventù vorace e I nove continenti.

Xiaolu Guo sul manifesto

Un articolo di Simone Pieranni sul manifesto mette a confronto Xiaolu Guo, scrittrice e regista, e Zhu Xiao-Mei, pianista. Unite da un’origine comune nel sud della Cina, entrambe hanno raccontato le proprie vite rispettivamente in I nove continenti, Metropoli d’Asia, e Il pianoforte segreto, Bollati Boringhieri. Le loro biografie ci fanno comprendere le mutazioni della storia cinese più recente.

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I nove continenti segnalato da PDE

Sul sito del distributore dei libri di Metropoli d’Asia Promozione Distribuzione Editoriale (PDE) viene proposto tra le letture estive  I nove continenti, a opera dell’autrice Xiaolu Guo.

E a proposito di Cina. Quanta storia e quanta geografia si nascondono nel nuovo libro di Xiaolu Guo, I nove continenti (Metropoli d’Asia)? Xiaolu Guo è una delle voci più interessanti della nuova letteratura cinese. Da alcuni anni si è trasferita a Londra e la sua prosa è un vero ponte letterario, culturale, mentale tra culture tanto diverse.

(continua a leggere sul sito di PDE)

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