Tutti i post su shih-li kow

Una geografia della letteratura asiatica

Feedbooks ha realizzato una mappa interattiva sull’Asia e la sua geografia letteraria, segnalando anche alcuni titoli di Metropoli d’Asia per quanto riguarda Corea del Sud, Malesia e Singapore. Nell’articolo viene anche riproposta un’intervista ad Andrea Berrini realizzata due anni fa.

Da La somma delle nostre follie, di Shih-Li Kow

Mi rivolse un gran sorriso, con i denti bianchi in un volto che sembrava fatto di legno lucido. Era un mascalzone attraente, alto e muscoloso per tutto l’esercizio fisico che faceva, e teneva la barba incolta ad arte. Era una persona affabile, e questo era al tempo stesso la sua forza e la sua rovina. Lavorava sodo, una cosa insolita a Lubok Sayong. Gli uomini migliori se ne andavano e quelli che restavano amavano troppo prendersela comoda per sgobbare in un lavoro qualsiasi.
Lo avvisai: «Attento ai coccodrilli. Sevaraja sostiene di averne visto uno sul tetto della fermata dell’autobus di Simpang Keladi vicino al punto in cui tuo padre vende frutta e verdura. Un maschio, lungo due metri e mezzo, con segni neri sul dorso».
Ismet scoppiò a ridere: «Devo dirlo a mio padre. Sul tetto della fermata dell’autobus!».
«Un’altra cosa. Se catturi il pesce di Mami Beevi, lascialo andare. Ha quasi pianto quando l’ha liberato, non la prenderebbe bene se qualcuno mangiasse il suo cucciolo».
«Che tipo di pesce è?»
«Un tipo strano. Una creatura brutta con il muso simile a quello di un cane».
«E quanto è grande?»
Gli mostrai la lunghezza del mio braccio dalla punta del dito al gomito.

Da La somma delle nostre follie, di Shih-Li Kow

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Da La somma delle nostre follie, di Shih-Li Kow

C’erano bambini ovunque, giocavano nell’acqua opaca dove le strade erano diventate liquide. Erano gli stessi bambini che durante l’eclissi si erano divertiti a far stare in equilibrio le uova. I più piccoli galleggiavano sull’acqua all’interno di bacinelle e secchi. Un monello con occhiali da aviatore stava sdraiato in un ampio kawah, un wok grande come un cratere che si utilizzava per i matrimoni o per cucinare il dodol. Vidi alcuni di loro cercare di stare in piedi su una porta traballante legata a un lampione. I ragazzini più grandi saltavano con una capriola dai tetti e dai rami degli alberi nell’acqua. Alcuni si appendevano ai cartelli stradali e facevano smorfie come le scimmie. Con tutte le strade sommerse da acqua fangosa, il panorama era cambiato, non si riconosceva più.
I bambini mi salutarono con la mano mentre passavo nella mia barca ridicola.
Li avvertii: «State attenti ai coccodrilli e ai serpenti. Jangan nanti kena makan buaya». Loro risero e fecero finta di essere coccodrilli, nuotandomi accanto.

Da La somma delle nostre follie, di Shih-Li Kow

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Da La somma delle nostre follie, di Shih-Li Kow

La coda dell’alluvione e le imminenti elezioni straordinarie portarono nella nostra cittadina un altro gruppo di persone: i candidati della coalizione nazionale e di un partito dell’opposizione. Entrambe le parti giunsero cariche di sacchi di riso e telefoni cellulari per addolcire la loro retorica. Inoltre escogitarono diversi sistemi per distribuire denaro come parte della campagna elettorale. Diedero soldi ai pensionati; ai disabili e alle loro madri; agli orfanotrofi, alle scuole e alle organizzazioni benefiche; agli studenti che avevano ottenuto buoni voti agli esami; agli impiegati statali in pensione e alle vedove di impiegati statali; agli agricoltori, ai pescatori e ai raccoglitori di lattice dell’albero della gomma; agli sportivi e ai proprietari di negozi di alimentari; alle madri single e agli orfani; ai malati in ospedale; ai cittadini che avevano superato gli ottant’anni e ai Buoni Samaritani. La lista era lunga. Una dichiarazione del tipo “Verrà dato qualcosa a tutti, tranne a chi ha un lavoro retribuito e paga le tasse” sarebbe stata più semplice e più breve.

Da La somma delle nostre follie, di Shih-Li Kow

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Da La somma delle nostre follie, di Shih-Li Kow

I due uomini tornarono a bordo della mia barca improvvisata dopo una “ricognizione”, come la chiamavano loro. Avevo costruito l’imbarcazione con alcuni fusti per sostanze chimiche tagliati nel senso della lunghezza: tre metà unite con un cordino di nylon preso dai fili per il bucato di Beevi. Inoltre comprendeva uno scafo e una copertura fatta con alcuni rami e un vecchio ombrello a pois. Devan la manovrava con racchette da ping-pong inchiodate su manici di scopa.
La barca poteva trasportare due adulti di corporatura minuta. Leong era basso ma corpulento e temevo che l’imbarcazione non reggesse il suo peso. Con lui a bordo affondava di altri venti centimetri, ma resisteva e mi congratulai con me stesso per aver saputo realizzare una pseudoimbarcazione che galleggiava così bene.
Leong scese dalla barca e salì sulla veranda della casa di Beevi, con i pantaloni arrotolati fino alle ginocchia e la maglietta fradicia che intrappolava una sacca d’aria tra la pancia e il petto.
Gridò: «Salve salve, buongiorno buongiorno», per comunicare la sua presenza. Aggiunse: «Ho buone notizie per voi, gente. Abbiamo due cataste di assi di legno, larghe dieci centimetri e lunghe quindici. In tutto sono circa trecento».
«Quanto ci vorrà?» chiese Shan.
«Un giorno, credo. Ecco il piano: costruiremo partendo dalla casa qui dietro», indicò con il pollice, «fino a questa cucina. Poi continueremo da questa veranda diritto fino alla strada principale verso la collina».
«Ma partiamo domani mattina».

Da La somma delle nostre follie, di Shih-Li Kow

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Da La somma delle nostre follie, di Shih-Li Kow

A Lubok Sayong ci sentimmo quasi tutti sollevati quando le orde di volontari fecero fagotto per tornare al loro tran-tran quotidiano nella capitale. Nonostante avessero portato beni di prima necessità graditi come cibo e altre provviste, la loro intensa energia in quei pochi giorni di volontariato risultò per lo più sgradita. Eravamo stanchi. «Stanchi fino al midollo», disse qualcuno. Dopo i primi giorni deliranti dell’alluvione, le emozioni ribollivano. Il dinamismo frenetico e le banalità benintenzionate di quei volontari riuscirono solo a provocare risentimento tra gli abitanti, che avevano già i nervi a fior di pelle. In verità molti di noi preferivano l’aiuto pigro della polizia e dei pompieri. Con loro condividevamo le attese silenziose e una paziente tolleranza dell’inefficienza. Il nostro legame di comune disgrazia era un punto di partenza da cui poteva nascere l’amicizia. Invece da quelle persone le cui ciotole di riso stavano altrove ricevevamo solo la compassione che nasce da eventi eccezionali. Per quanto inespressa, la consapevolezza che le loro difficoltà erano temporanee influenzava inevitabilmente la buona volontà di quei volontari in trasferta.

Da La somma delle nostre follie, di Shih-Li Kow

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La somma delle nostre follie su Il Fatto Quotidiano

Lorenzo Mazzoni, sul suo blog ospitato sul sito de Il Fatto Quotidiano, ha parlato di La somma delle nostre follie, di Shih-Li Kow, ricordandone soprattutto alcuni aspetti della trama e dei personaggi anche attraverso alcune citazioni.

La somma delle nostre follie è un romanzo contemporaneo, capace di raccontare con ironia e sagacia uno spaccato dell’attuale Malesia, paese attraversato da controsensi, tradizione e modernità, dove più culture si sono mischiate nel corso degli anni, creando un’amalgama autentica, colorata e divertente, non priva di aspetti grotteschi e paradossali.

(continua a leggere sul blog di Lorenzo Mazzoni)

La somma delle nostre follie su Liberi di scrivere

Il sito Liberi di scrivere ha recensito La somma delle nostre follie, il libro di Shih-Li Kow uscito l’anno scorso per Metropoli d’Asia, parlando soprattutto della trama e dei personaggi che la animano.

Lubak Sayong è un mondo a tratti surreale, posizionato nella penisola di Perak, in Malesia. In esso si mescolano vite e personaggi diversi, come sono differenti le storie protagoniste narrate nel romanzo La somma delle nostre follie della scrittrice Shih-Li Kow, edito in Italia da Metropoli d’Asia. L’universo umano raccontato dalla Kow è un misto di realtà e stramberie, perché i diversi personaggi si trovano catapultati in situazioni e ambienti che hanno sì tratti reali ma, spesso, le condizioni nelle quali i vari protagonisti si trovano sembrano essere fuori dalla norma.

(continua a leggere su Liberi di scrivere)

La somma delle nostre follie su Cabaret Bisanzio

Il sito Cabaret Bisanzio ha dedicato una interessante recensione al libro di Shih-Li Kow, La somma delle nostre follie, spendendo anche belle parole sulla nostra casa editrice.

Il romanzo di Shih-Li Kow racconta le storie parallele e intrecciate di Auyong, anziano direttore di una fabbrica di frutta in scatola, al tramonto della vita, e Mary Anne, bambina quasi adolescente proveniente da un orfanotrofio dove è stata abbandonata da neonata. L’incontro fra i due protagonisti avverrà dopo la misteriosa adozione di Mary Anne da parte di Assunta, sorella prediletta di Mama Beevi, scorbutica anziana, amica di Auyong, memoria vivente di luoghi e famiglie che in quei luoghi hanno vissuto.

(continua a leggere su Cabaret Bisanzio)

Metropoli d’Asia su Asia blog

Se siete ancora indietro con i regali, in un articolo di Asia blog sui consigli di libri da regalare per Natale tutte le nostre ultime uscite (La Cina sono io, di Xiaolu Guo; La ragazza del karaoke, di Claire Tham; La somma delle nostre follie, di Shih-Li Kow) sono state segnalate in blocco.

Non possiamo che unirci al suggerimento e augurarvi anche noi buone feste.

  

stakelin_valentine@mailxu.com