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    La casa editrice di Andrea Berrini, scrittore e saggista. L’obiettivo: scoprire e tradurre narratori contemporanei asiatici che propongono scritture innovative.
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    In uscita il 22 settembre
    Tutti i libri

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    • Da Memorie di un assassino, di Kim Young-ha
    • Da La Cina sono io, di Xiaolu Guo
    • E adesso? su Valdichiana Oggi
    • Da 20 frammenti di gioventù vorace, di Xiaolu Guo
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Tutti i post su malesia

Da La somma delle nostre follie, di Shih-Li Kow

I due uomini tornarono a bordo della mia barca improvvisata dopo una “ricognizione”, come la chiamavano loro. Avevo costruito l’imbarcazione con alcuni fusti per sostanze chimiche tagliati nel senso della lunghezza: tre metà unite con un cordino di nylon preso dai fili per il bucato di Beevi. Inoltre comprendeva uno scafo e una copertura fatta con alcuni rami e un vecchio ombrello a pois. Devan la manovrava con racchette da ping-pong inchiodate su manici di scopa.
La barca poteva trasportare due adulti di corporatura minuta. Leong era basso ma corpulento e temevo che l’imbarcazione non reggesse il suo peso. Con lui a bordo affondava di altri venti centimetri, ma resisteva e mi congratulai con me stesso per aver saputo realizzare una pseudoimbarcazione che galleggiava così bene.
Leong scese dalla barca e salì sulla veranda della casa di Beevi, con i pantaloni arrotolati fino alle ginocchia e la maglietta fradicia che intrappolava una sacca d’aria tra la pancia e il petto.
Gridò: «Salve salve, buongiorno buongiorno», per comunicare la sua presenza. Aggiunse: «Ho buone notizie per voi, gente. Abbiamo due cataste di assi di legno, larghe dieci centimetri e lunghe quindici. In tutto sono circa trecento».
«Quanto ci vorrà?» chiese Shan.
«Un giorno, credo. Ecco il piano: costruiremo partendo dalla casa qui dietro», indicò con il pollice, «fino a questa cucina. Poi continueremo da questa veranda diritto fino alla strada principale verso la collina».
«Ma partiamo domani mattina».

Da La somma delle nostre follie, di Shih-Li Kow

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Da Malesia Blues, di Brian Gomez

«Sta’ zitto e apri le orecchie, Joe. Io ho ventisei anni di esperienza nello spaccare le ossa di gente molto più grossa e più forte di te. E sono bravo, Joe. Cazzo se sono bravo. L’esperienza, come dici tu, è tutto. Ho smesso perché non mi piace più. Ma nel tuo caso, Joe, credo che mi potrebbe tornare la voglia.
«Quello che voglio che tu faccia ora è andare al microfono, visto che evidentemente essere al centro dell’attenzione non ti dispiace, a scusarti con i gentili clienti di questo bar per esserti comportato da stronzo rompicoglioni. Poi voglio che ti scusi con Terry per aver interrotto la sua esibizione. E infi ne, Joe, voglio che ti scusi con i Deep Purple per aver massacrato la loro canzone. E poi voglio che scendi da questo cazzo di palco. Ce la fai, Joe, oppure no?».
Mentre Pak Jam parlava, Joe sentì qualcosa di caldo sgocciolargli giù per i pantaloni. Non ci poteva credere. Avrebbe voluto correre via, ma non poteva andarsene così. Non c’entravano più Arun e Siva. Andassero affanculo, quei due. Erano le donne. Le donne lo stavano guardando. Doveva salvare la faccia almeno un po’. Cercò di pensare a una risposta brillante.
«E che cazzo pensi di fare se non scendo?», fu tutto quello che riuscì a dire, e rimase immediatamente deluso di se stesso.
«Ti slogo un pollice», disse Pak Jam. Cosa mi fa? si chiese Joe. Era l’idiozia più grossa che avesse mai sentito, eppure la specificità della minaccia lo terrorizzò. Cercò un’altra replica sagace.
«Ma vaffanculo, lah», disse, pentendosene all’istante. Il pugno di Pak Jam lo colpì dritto in bocca, e mentre crollava a terra Joe si sentì cascare di bocca due incisivi.

Da Malesia Blues, di Brian Gomez

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Da La somma delle nostre follie, di Shih-Li Kow

A Lubok Sayong ci sentimmo quasi tutti sollevati quando le orde di volontari fecero fagotto per tornare al loro tran-tran quotidiano nella capitale. Nonostante avessero portato beni di prima necessità graditi come cibo e altre provviste, la loro intensa energia in quei pochi giorni di volontariato risultò per lo più sgradita. Eravamo stanchi. «Stanchi fino al midollo», disse qualcuno. Dopo i primi giorni deliranti dell’alluvione, le emozioni ribollivano. Il dinamismo frenetico e le banalità benintenzionate di quei volontari riuscirono solo a provocare risentimento tra gli abitanti, che avevano già i nervi a fior di pelle. In verità molti di noi preferivano l’aiuto pigro della polizia e dei pompieri. Con loro condividevamo le attese silenziose e una paziente tolleranza dell’inefficienza. Il nostro legame di comune disgrazia era un punto di partenza da cui poteva nascere l’amicizia. Invece da quelle persone le cui ciotole di riso stavano altrove ricevevamo solo la compassione che nasce da eventi eccezionali. Per quanto inespressa, la consapevolezza che le loro difficoltà erano temporanee influenzava inevitabilmente la buona volontà di quei volontari in trasferta.

Da La somma delle nostre follie, di Shih-Li Kow

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Da Malesia Blues, di Brian Gomez

Terry cercò di non sospirare nel microfono.
«Mi spiace, non credo che si possano suonare i Deep Purple solo con la chitarra acustica. E comunque, certo non Smoke on the Water», spiegò.
«Ma cosa vai dicendo? Certo che si può», ribatté Joe. «Pam-pam-pam, pam-pam-papam», cantò mentre faceva fi nta di suonare il riff iniziale della canzone. Ormai era quasi sul palco.
Manca solo un giorno, si disse Terry. Un giorno solo e poi basta.

Da Malesia Blues, di Brian Gomez

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La somma delle nostre follie su Il Fatto Quotidiano

Lorenzo Mazzoni, sul suo blog ospitato sul sito de Il Fatto Quotidiano, ha parlato di La somma delle nostre follie, di Shih-Li Kow, ricordandone soprattutto alcuni aspetti della trama e dei personaggi anche attraverso alcune citazioni.

La somma delle nostre follie è un romanzo contemporaneo, capace di raccontare con ironia e sagacia uno spaccato dell’attuale Malesia, paese attraversato da controsensi, tradizione e modernità, dove più culture si sono mischiate nel corso degli anni, creando un’amalgama autentica, colorata e divertente, non priva di aspetti grotteschi e paradossali.

(continua a leggere sul blog di Lorenzo Mazzoni)

La somma delle nostre follie su Liberi di scrivere

Il sito Liberi di scrivere ha recensito La somma delle nostre follie, il libro di Shih-Li Kow uscito l’anno scorso per Metropoli d’Asia, parlando soprattutto della trama e dei personaggi che la animano.

Lubak Sayong è un mondo a tratti surreale, posizionato nella penisola di Perak, in Malesia. In esso si mescolano vite e personaggi diversi, come sono differenti le storie protagoniste narrate nel romanzo La somma delle nostre follie della scrittrice Shih-Li Kow, edito in Italia da Metropoli d’Asia. L’universo umano raccontato dalla Kow è un misto di realtà e stramberie, perché i diversi personaggi si trovano catapultati in situazioni e ambienti che hanno sì tratti reali ma, spesso, le condizioni nelle quali i vari protagonisti si trovano sembrano essere fuori dalla norma.

(continua a leggere su Liberi di scrivere)

Digressioni malesi attorno a un libro che non c’è / 2

Dopo cinque ore di autostrada sulla macchina di Hoe Fang, Kuala Lumpur compare improvvisa nella sua miscela di bellezza e degrado tristanzuolo. Le Petronas Towers, grattacieli gemelli a pianta ottagonale, copie moderniste e quasi art deco di enormi minareti scintillanti di luce, un po’ missili puntati contro il cielo di chiunque, un po’ campanili da cattedrale gotica. Vedendole da lontano, la notte, ho pensato a Chartres. [...]

(continua su In diretta dall’Asia)

Digressioni malesi attorno a un libro che non c’è / 1

Un giorno ce ne andiamo su a Kuala Lumpur, detta KL, con Fong Hoe Fang in macchina. Editore a Singapore, Hoe Fang ha lo stand della sua Ethos Books a una piccola fiera del libro nella capitale malese. [...]

(continua su In diretta dall’Asia)

Brian Gomez su Rai1

Dopo la puntata dedicata a Singapore, e l’incontro con l’autrice di La ragazza del karaoke Claire Tham, la trasmissione QB: All’estero quanto basta si è spostata in Malesia.

Partendo come sempre dal cibo il programma esplora anche gli aspetti culturali dei paesi che visita, e in questa occasione Natascha Lusenti ha incontrato nel suo locale di Kuala Lumpur Brian Gomez (dal minuto 23:30), autore per Metropoli d’Asia di Malesia Blues.

L’autore, che ricordiamo essere anche un ottimo musicista, racconta la genesi dei personaggi del suo libro, in relazione alla variegata società malese, che è anche uno degli aspetti del suo paese più amati da Brian Gomez.

La somma delle nostre follie su Cabaret Bisanzio

Il sito Cabaret Bisanzio ha dedicato una interessante recensione al libro di Shih-Li Kow, La somma delle nostre follie, spendendo anche belle parole sulla nostra casa editrice.

Il romanzo di Shih-Li Kow racconta le storie parallele e intrecciate di Auyong, anziano direttore di una fabbrica di frutta in scatola, al tramonto della vita, e Mary Anne, bambina quasi adolescente proveniente da un orfanotrofio dove è stata abbandonata da neonata. L’incontro fra i due protagonisti avverrà dopo la misteriosa adozione di Mary Anne da parte di Assunta, sorella prediletta di Mama Beevi, scorbutica anziana, amica di Auyong, memoria vivente di luoghi e famiglie che in quei luoghi hanno vissuto.

(continua a leggere su Cabaret Bisanzio)

shankleperry@mailxu.com