Tutti i post su brian gomez

Una geografia della letteratura asiatica

Feedbooks ha realizzato una mappa interattiva sull’Asia e la sua geografia letteraria, segnalando anche alcuni titoli di Metropoli d’Asia per quanto riguarda Corea del Sud, Malesia e Singapore. Nell’articolo viene anche riproposta un’intervista ad Andrea Berrini realizzata due anni fa.

Da Malesia Blues, di Brian Gomez

«Terry», disse Pak Jam, chiamandolo mentre stavano uscendo. Sventolò un assegno.
«Cominciate ad andare. Ci vediamo fuori», disse Terry.
«Ascoltami», iniziò a dire Pak Jam, mentre gli dava l’assegno. «Se cambi idea, c’è sempre posto per te su questo palco, d’accordo?»
«Grazie, Pak Jam».
«Il mio numero ce l’hai, vero?»
«Sì».
«Senti, Terry, lo so che non sono affari miei, ma a volte la cosa giusta da fare è la più difficile».
Ci volle qualche istante perché Terry capisse che Pak Jam stava parlando del suo matrimonio con Linda. Pensò che sapesse troppo di frasetta da bigliettino dei biscotti della fortuna per prenderla sul serio, anche se era vera.
«Immagino di sì, lah», disse lui, con un sospiro. Si strinsero la mano e Terry uscì, abbandonando l’unica vita che avesse mai conosciuto.

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Da Malesia Blues, di Brian Gomez

I clienti dell’Hideout se n’erano andati tutti per quella sera, e a Pak Jam andava bene così. Un po’ di musica e qualche chiacchiera. Accese una canna, fece un tiro e la passò a Terry.
«A che ora vengono i ragazzi?», chiese.
«Dovrebbero essere qui tra poco, lah. Si bevono un paio di birre qui, poi ce ne andiamo. In qualche albergo, probabilmente», rispose Terry.
«Insomma è la gran notte, eh? La festa di fine-libertà».
Terry si limitò a stringersi nelle spalle. Diede un tiro alla canna come se fosse il suo ultimo respiro.
Terry aveva un’aria troppo sfatta per i suoi ventotto anni, considerò Pak Jam. Non lo conosceva bene, ma gli piaceva stare in sua compagnia. Era un ragazzo sveglio. Sapeva reggere una conversazione. E santo Dio, se lo sapeva suonare, il blues!

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Da Malesia Blues, di Brian Gomez

Che diavolo c’era di tanto divertente? si chiese. Non era la prima volta che aveva visto persone ridere del suo biglietto. Era il «Servizio Massaggi»? E perché faceva tanto ridere? Il suo numero di telefono era ridicolo? Non poteva certo essere il suo nome! Si chiamava come Fellatio: il Dio Greco del Potere e della Sapietanza!
Ripensò al periodo delle scuole medie. Era stata quella mezza sega di Dominic Chan a suggerirgli quel nome, dicendogliene il signifi cato. Di certo Dominic non poteva avergli mentito. Non avrebbe osato. Aveva riempito di botte quello sfi gato e gli aveva portato via i soldi della merenda un’infi nità di volte a scuola.
Allora era solo un Lim Boon Fatt qualsiasi. Quant’era poco fi go un nome così! Come molti altri ragazzini cinesi della sua età, voleva un nome dal suono occidentale. Accarezzava l’idea di un Johnny o un Ricky, soprattutto perché Jacky se l’erano già messo in troppi.
«Che ne dici di Fellatio?», disse Dominic, che non vedeva l’ora di vendicarsi. Era sicuro che nessuno tra gli amici di Boon Fatt avrebbe mai saputo l’inglese a suffi cienza da conoscere il signifi cato di quella parola. E aveva ragione.

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Da Malesia Blues, di Brian Gomez

«Sta’ zitto e apri le orecchie, Joe. Io ho ventisei anni di esperienza nello spaccare le ossa di gente molto più grossa e più forte di te. E sono bravo, Joe. Cazzo se sono bravo. L’esperienza, come dici tu, è tutto. Ho smesso perché non mi piace più. Ma nel tuo caso, Joe, credo che mi potrebbe tornare la voglia.
«Quello che voglio che tu faccia ora è andare al microfono, visto che evidentemente essere al centro dell’attenzione non ti dispiace, a scusarti con i gentili clienti di questo bar per esserti comportato da stronzo rompicoglioni. Poi voglio che ti scusi con Terry per aver interrotto la sua esibizione. E infi ne, Joe, voglio che ti scusi con i Deep Purple per aver massacrato la loro canzone. E poi voglio che scendi da questo cazzo di palco. Ce la fai, Joe, oppure no?».
Mentre Pak Jam parlava, Joe sentì qualcosa di caldo sgocciolargli giù per i pantaloni. Non ci poteva credere. Avrebbe voluto correre via, ma non poteva andarsene così. Non c’entravano più Arun e Siva. Andassero affanculo, quei due. Erano le donne. Le donne lo stavano guardando. Doveva salvare la faccia almeno un po’. Cercò di pensare a una risposta brillante.
«E che cazzo pensi di fare se non scendo?», fu tutto quello che riuscì a dire, e rimase immediatamente deluso di se stesso.
«Ti slogo un pollice», disse Pak Jam. Cosa mi fa? si chiese Joe. Era l’idiozia più grossa che avesse mai sentito, eppure la specificità della minaccia lo terrorizzò. Cercò un’altra replica sagace.
«Ma vaffanculo, lah», disse, pentendosene all’istante. Il pugno di Pak Jam lo colpì dritto in bocca, e mentre crollava a terra Joe si sentì cascare di bocca due incisivi.

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Da Malesia Blues, di Brian Gomez

Terry cercò di non sospirare nel microfono.
«Mi spiace, non credo che si possano suonare i Deep Purple solo con la chitarra acustica. E comunque, certo non Smoke on the Water», spiegò.
«Ma cosa vai dicendo? Certo che si può», ribatté Joe. «Pam-pam-pam, pam-pam-papam», cantò mentre faceva fi nta di suonare il riff iniziale della canzone. Ormai era quasi sul palco.
Manca solo un giorno, si disse Terry. Un giorno solo e poi basta.

Da Malesia Blues, di Brian Gomez

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Digressioni malesi attorno a un libro che non c’è / 2

Dopo cinque ore di autostrada sulla macchina di Hoe Fang, Kuala Lumpur compare improvvisa nella sua miscela di bellezza e degrado tristanzuolo. Le Petronas Towers, grattacieli gemelli a pianta ottagonale, copie moderniste e quasi art deco di enormi minareti scintillanti di luce, un po’ missili puntati contro il cielo di chiunque, un po’ campanili da cattedrale gotica. Vedendole da lontano, la notte, ho pensato a Chartres. [...]

(continua su In diretta dall’Asia)

Digressioni malesi attorno a un libro che non c’è / 1

Un giorno ce ne andiamo su a Kuala Lumpur, detta KL, con Fong Hoe Fang in macchina. Editore a Singapore, Hoe Fang ha lo stand della sua Ethos Books a una piccola fiera del libro nella capitale malese. [...]

(continua su In diretta dall’Asia)

Brian Gomez su Rai1

Dopo la puntata dedicata a Singapore, e l’incontro con l’autrice di La ragazza del karaoke Claire Tham, la trasmissione QB: All’estero quanto basta si è spostata in Malesia.

Partendo come sempre dal cibo il programma esplora anche gli aspetti culturali dei paesi che visita, e in questa occasione Natascha Lusenti ha incontrato nel suo locale di Kuala Lumpur Brian Gomez (dal minuto 23:30), autore per Metropoli d’Asia di Malesia Blues.

L’autore, che ricordiamo essere anche un ottimo musicista, racconta la genesi dei personaggi del suo libro, in relazione alla variegata società malese, che è anche uno degli aspetti del suo paese più amati da Brian Gomez.

Lorenzo Mazzoni su Duplice delitto a Hong Kong, e Metropoli d’Asia

Sul suo blog ospitato dal Fatto Quotidiano, lo scrittore Lorenzo Mazzoni racconta di aver letto Duplice delitto a Hong Kong, di Chan Ho Kei.

Dimostra poi di aver letto e apprezzato altri libri della nostra casa editrice, citando nell’articolo alcuni titoli come Malesia Blues e Come un diamante nel cielo.

Si tratta di un libro che ruota intorno alle identità multiple, metafora simbolica di quello che rappresenta la megalopoli asfittica di Hong Kong, una città dove contemporaneità e tradizione si incrociano, si scontrano, si scambiano di ruolo. La storia prende avvio con l’ispettore Hui Yau-Yat che si sveglia in macchina e non ha idea di come sia finito in un parcheggio così lontano da casa sua

(continua a leggere sul blog di Lorenzo Mazzoni)

janoski@mailxu.com