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    La casa editrice di Andrea Berrini, scrittore e saggista. L’obiettivo: scoprire e tradurre narratori contemporanei asiatici che propongono scritture innovative.
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Tutti i post su cina

Da dollari la mia passione, di Zhu Wen

Questo è il prologo della storia, che però andando avanti si fa piuttosto triste. Xiao Ai in realtà è una passeggiatrice, sì, insomma, una che per guadagnarsi da vivere va a letto con chiunque. Tutte le settimane va a farsi fare un ritratto da Xiao Lin, che con quel che lei gli dà riesce a campare e a comprare qualche colore. Ogni volta che lui finisce i soldi, lei riappare. Va da sé che Xiao Lin, studiandola nel dettaglio tutte le settimane per farle il ritratto, se ne innamora perdutamente. Ma lei rifiuta ogni proposta meno che casta del pittore, che pur soffrendo può però continuare a dipingere. Superato così il periodo più difficile, Xiao Lin, che finalmente ha cominciato a vendere qualche quadro e a farsi un nome, decide di trasferirsi altrove per tentare di far carriera. Va in cerca di Xiao Ai per dirglielo e, penso io, per portarsela a letto, tanto per mettere una qualche etichetta al loro rapporto. Ma evidentemente il destino gli è avverso, e non la trova. Allora incolla sulla sua bancarella una lettera aperta per lei, nella quale le dichiara il suo amore, la supplica di non sfuggirgli e le lascia il nuovo recapito. Lontano dalla città, Xiao Lin vive sempre nell’attesa di una lettera da Xiao Ai, che però non arriva. Continua la sua carriera artistica ispirato dalla struggente nostalgia di quest’amore finché diventa un pittore famosissimo. Il finale è scontato come inevitabilmente succede in questo genere di storie: ottenuti fama e successo, Xiao Lin torna nella città d’origine dove s’imbatte per caso in Xiao Ai, prostituta ormai sfiorita e disertata dai clienti.

Da Dollari la mia passione, di Zhu Wen

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La Cina sono io su Penne d’Oriente

Il blog Penne d’Oriente ha parlato di La Cina sono io, di Xiaolu Guo, soffermandosi in particolare sulla trama e sulle connessioni della storia con le vicende di piazza Tienanmen.

Il romanzo La Cina sono io è denso di storia e di trama. La protagonista è Iona Kirkpatrick, una giovane londinese che si occupa di traduzioni dal cinese, la sua vita viene sconvolta quando riceve un pacco da una casa editrice anonima. La busta contiene parte di una fitta corrispondenza e pagine di un diario, Iona non sa da dove arrivino né chi possa avergliele mandate. Sono in cinese ed è evidente che si pretende da lei la traduzione di quegli scritti. La giovane, da subito incuriosita, inizia a dedicarsi a quel lavoro inaspettato.

(continua su Penne d’Oriente)

Da Oggetti smarriti, di Liu Zhenyun

Finiti i guai con Lao Huang e Wu Laosan, cominciarono quelli con Han Shengli. Quando avevano concordato il prestito, si era detto che glieli avrebbe restituiti entro tre giorni con il trenta per cento di interesse. Erano passati tre mesi e Han Shengli non aveva ancora visto un centesimo. Se uno non restituisce i soldi, i casi sono due: o non ce li ha, o non vuole tirarli fuori. Liu Yuejin diceva di non averli, Han Shengli era convinto che non volesse tirarli fuori. Dopo discussioni e imbarazzi, alla fine Han Shengli aveva concluso, scuotendo la testa: «Una volta che ti comporti bene, anche gli amici diventano nemici».

E di fatto ormai erano nemici. All’inizio Han Shengli andava con la faccia lunga a batter cassa una volta alla settimana, adesso si presentava tutte le sere. Liu Yuejin, dal canto suo, aveva cambiato musica, non diceva che non glieli avrebbe dati e neanche di non averli: «I miei soldi chiedili a Ren Baoliang. Non mi ha ancora pagato lo stipendio, vuoi che vada a prenderli con la forza?».

Da Oggetti smarriti, di Liu Zhenyun

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Da Se non è amore vero allora è spazzatura, di Zhu Wen

L’hotel Jiangnan si trova in una vecchia e trafficata via nella parte meridionale della città. Xiao Ding ci è venuto già diverse volte, e sempre per vedere suo padre. A giudicare dai prezzi si tratta di un albergo di categoria medio-alta, adatto ai quadri del governo con una posizione sicura, di quelli che poi si fanno rimborsare le spese dallo Stato. La volta scorsa papà gli aveva detto che, visto che stava per andare in pensione, alla prossima occasione non avrebbe potuto permettersi di alloggiare in un albergo del genere. Anche se il tono era scherzoso, Xiao Ding aveva pensato che probabilmente a papà la questione stava parecchio a cuore. E ora ecco che una fabbrica produttrice di pezzi per motociclette sfrutta le sue vecchie amicizie e le energie senili di un quadro in pensione, cacciando fuori i soldi per invitare papà a guidare una delegazione in visita nel Sud. E così, per stavolta, papà può alloggiare al Jiangnan anche da pensionato, senza doversi preoccupare.

 Da Se non è amore vero allora è spazzatura, di Zhu Wen

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Da La Cina sono io, di Xiaolu Guo

Quello a cui Iona non riesce a dare un senso, però, è perché un poeta della Cina rivoluzionaria sia passato dal cuore di Pechino a un angolo tanto remoto del pianeta quanto la Nuova Zelanda. La libertà era così difficile da trovare? Torna alla pagina dei Poeti Oscuri e legge di come Gu Cheng si era coltivato da solo una foresta di bambù come barriera intorno alla sua casa sull’isola, di come aveva vissuto in semplicità con moglie e figlio senza quasi alcun contatto con il mondo esterno. Iona dà una scorsa all’articolo. Ci sono altri estratti di poesie, altri commenti analitici. Si sente stanca e ha gli occhi appannati. Salta all’ultimo paragrafo e ha uno shock: l’8 ottobre del 1993 Gu Cheng ha ucciso sua moglie e suo figlio con l’ascia che usava per tagliare la legna e poi si è impiccato. L’articolo lo dice in maniera cruda, non aggiunge dettagli né un movente. Nonostante le poche informazioni, Iona si forma delle immagini incredibilmente vivide. Vede l’ultimo giorno del poeta. Il rumore della barriera di bambù che scricchiola al vento. Forse l’aria era gelida. Conosce quella sensazione. La foschia azzurrina che sale dall’acqua per avvilupparti e rende lo spazio ghiacciato e desertico, il morso feroce del vento che ti azzanna la pelle.

Da La Cina sono io, di Xiaolu Guo

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Svegliami alle nove domattina su Left

Il nuovo libro di A Yi, Svegliami alle nove domattina, recentemente pubblicato da Metropoli d’Asia, ha ricevuto una segnalazione sulla rivista Left.


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Svegliami alle nove domattina su il manifesto

Su il manifesto Simone Pieranni ha recensito Svegliami alle nove domattina, il nuovo libro di A Yi recentemente pubblicato da Metropoli d’Asia. Sullo stesso giornale, sempre a opera di Pieranni, era uscita tempo fa anche un’intervista all’autore, in occasione dell’uscita di E adesso?. Proprio partendo dal confronto tra i due libri si parla ora del nuovo definendolo un’opera più matura e complessa.

Segnalazioni per Svegliami alle nove domattina

Le recensioni e le segnalazioni ricevute finora da Svegliami alle nove domattina, di A Yi. L’elenco è in aggiornamento.

Left (agosto 2017)
il manifesto
(luglio 2017)
China Time
(luglio 2017)
Antico Caffè San Marco
(luglio 2017)
Internazionale
(luglio 2017)
Il Giornale
 (luglio 2017)
RadioLibri
(luglio 2017)
Tutto Cina
(luglio 2017)
La Biblioteca dell’Estremo Oriente
(giugno 2017)
La Lettura del Corriere della Sera (giugno 2017)


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Chan Ho Kei intervistato su agiChina

L’agenzia agiChina ha intervistato Chan Ho Kei, autore con Metropoli d’Asia di Duplice delitto a Hong Kong. Si è parlato del genere giallo e delle sue recenti fortune in Cina, Hong Kong e a Taiwan, della storia di come è diventato scrittore da ingegnere informatico e delle analogie tra il nuovo e precedente lavoro nella costruzione di una storia.

Oltre a questo, l’autore ha anche spiegato la decisione di inserire alcuni riferimenti cinematografici nella sua opera, e altri più nascosti presenti nel libro legati alla rappresentazione dei lati negativi di Hong Kong e dei suoi conflitti.

Quanto è popolare il genere giallo oggi in Cina?
I romanzi gialli e polizieschi stanno diventando sempre più popolari in Cina, Taiwan e Hong Kong. Negli anni Trenta, i gialli erano un genere molto amato in Cina, e non soltanto grazie alle opere tradotte. Uno dei giallisti più famosi era Chen Xiaoqing, considerato lo Sherlock Holmes d’oriente. C’era anche uno scrittore chiamato Sun Le Hong, autore di una serie simile a quella di Arsenio Lupin. Dalla seconda guerra mondiale e dalla guerra civile in poi i gialli sono scomparsi dalla Cina per mezzo secolo.

(continua a leggere su agiChina)


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Svegliami alle nove domattina su Internazionale

Il nuovo libro pubblicato da Metropoli d’Asia, Svegliami alle nove domattina, di A Yi, ha ricevuto una segnalazione da Internazionale.


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coaxum.pearly@mailxu.com