Da Il mio ragazzo, di R. Raj Rao

Si alzarono per andarsene. Yudi gli chiese dove fosse diretto. Lower Parel. Avrebbero percorso la stessa strada, allora. S’incamminarono verso la stazione di Marine Lines. Il ragazzo non era pratico della zona e si lasciò guidare da Yudi. Notò che quello strano tipo di Pandava non gli teneva più la mano.
«Dove lavori?», chiese.
Yudi avrebbe voluto che stesse zitto. Stava diventando fastidiosamente loquace.
«Faccio il giornalista… il reporter… presente?»
«Reporter? Per che giornale lavori?»
«Nessuno in particolare. Sono quello che si definisce “freelance”. Scrivo per vari giornali e riviste».
Un dubbio attraversò la mente del ragazzo. Non è che Yudi avrebbe fatto il suo nome scrivendo del loro rapporto?
«Di cosa scrivi?», domandò qualche istante dopo.
«Di tutto un po’», fu la risposta annoiata.
Ma d’un tratto il ragazzo se ne venne fuori con un’uscita tale che Yudi drizzò le orecchie, come un cane.
«Io appartengo alla classe lavoratrice, tu a quella chiacchieratrice».

Da Il mio ragazzo, di R. Raj Rao

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