Mercato editoriale e Fiere del Libro

L’anno passato l’India fu ospite d’onore al Salone del Libro di Torino. Metropoli d’Asia vide invitati tre dei suoi autori, Kiran Nagarkar, Amruta Patil e Ambarish Satwick, dentro a una pattuglia di una trentina, presentati durante le giornate del Lingotto e poi circolati in ogni occasione.

Come il prezzemolo, gli autori indiani vennero invitati a ogni piccolo o grande festival nei mesi successivi. Nelle librerie si aprivano veri e propri “spazi India”: vetrine apposite con una ventina di titoli. E gli editori a questo arrivarono preparati: si diede fondo ai report degli scout e ai cataloghi delle agenzie internazionali. Come a quelli delle case editrici indiane.

Certo, la stampa diede una mano: pagine intere di nomi fino ad allora sconosciuti arrivarono sotto gli occhi dei lettori. Risultati di vendita? Così così: autori noti al pubblico internazionale non lasciarono traccia di sé. E dopo l’abbuffata, il grande vuoto (“mah, negli ultimi mesi l’India dà poco”, si dicevano gli operatori).

Speriamo che non faccia la stessa fine la Cina, ospite d’onore alla Fiera del Libro di Londra nell’aprile del 2012. Certo, l’occasione è diversa: è un salone per gli operatori, più che per il pubblico come invece accade a Torino. Ma l’effetto “palla di neve” è in agguato: gli editori internazionali si muovono per tempo, lievitano i prezzi, e arrivano richieste dai paesi più disparati: noi di MdA, che abbiamo in catalogo Han Han, già riceviamo chiamate da paesi minori dell’Unione Europea, nuovi mercati in espansione che cercano occasioni per proporre novità ai loro lettori. Ma durerà?

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