Il Corriere della Sera su Han Han

Bellisimo paginone del bravo Marco Del Corona sul nostro Han Han (di cui MdA pubblica Le Tre Porte il 14 di settembre). Ne viene fuori un personaggio atipico nel panorama letterario cinese, capace di comunicare con le giovani generazioni del suo paese (4 miloni di copie vendute!) sopratutto attraverso un blog che non ha peli sulla lingua, anche per l’abilità di Han Han nell’evitare le questioni spinose, quelle che porterebbero a spegnere la sua voce critica: Il Tibet, l’assenza di democrazia. Certo la sua rivista è stata chiusa (tra i collaboratori di spicco c’era Ai Wei Wei di cui Del Corona cita una frase significativa: “Han Han ha più influenza di Lu Xun, perchè nell’era di interent la sua scrittura raggiunge più gente.”) Certo, Han Han si atteggia a popstar, e nelle risposte alle interviste, rarissime, alla stampa occidentale, fa il consueto slalom per riuscire a non dare risposte chiare, precise. E quindi può passare per un superficiale, un arrampicatore in carriera. E’ invece intellettuale a tutto tondo, scaltro e prudente come deve esserlo chi ha deciso di far sentire la propria voce in Cina, e non da qualche esilio dorato da dissidente. Spero che i commentatori italiani non si facciano fuorviare (ricordo Pincio che sul Manifesto di un anno fa censurava Zhu Wen che a un giornalista occidentale aveva dichiarato di non aver partecipato ai fatti di Piazza Tien an Men perché lui è “un pigro, e probabilmente quel giorno era a casa a dormire”. Risposta che va correttamente interpretata con: grazie della domanda, ma preferirei non finire in galera domani mattina”).

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