Figli unici

La tematica è interessante, e giustamente comincia a essere al centro della produzione letteraria in Cina: la legge permette un solo figlio per coppia, oggi il risultato è una generazione di figli unici, soli in casa, ma messi sotto pressione dai genitori in modo abnorme. Chen Danyan mi racconta che la questione è diventata in modo inaspettato il centro del suo libro di interviste ai volontari per il terremoto.

E’ noto come migliaia di giovani cinesi avessero deciso autonomamente di partire per il Sichuan dopo il tremendo terremoto del maggio 2008. Chen Danyan voleva mettere insieme una serie di ritratti individuali, e si è trovata tra le mani un materiale inatteso: al fondo della scelta di questi ragazzi stava la necessità di trovare dei fratelli, di “accompagnarsi” ai loro simili come scrive Chen Danyan. E ciascuno riconosce come dato fondante della propria personalità proprio quell’esperienza infantile.

Di solitudine infantile scrive anche nei suoi (ancora acerbi) romanzi la giovanissima Amy Zhang Yifei, vincitrice del National New Concept Writing Competition (premio letterario a livello nazionale per gli studenti delle scuole superiori, lo vinse anche Han Han), oggi la più giovane associata della Shanghai Writers Association. I suoi personaggi sono adolescenti soli nelle loro case, angosciati da genitori che li vedono come unica risorsa per la loro vecchiaia.

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