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    La casa editrice di Andrea Berrini, scrittore e saggista. L’obiettivo: scoprire e tradurre narratori contemporanei asiatici che propongono scritture innovative.
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    • I nove continenti segnalato su Internazionale
    • I nove continenti su L’Espresso
    • Lancio a effetto sul blog di Lorenzo Mazzoni
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Da Verso Nord. unonoveottootto, di Han Han

Ricordo che a un certo punto, non so perché, lei si era voltata per andarsene, forse infastidita dalla mia insistenza. Allungai il braccio, come per trattenerla, benché ci separassero decine di metri, e oh! scivolai giù.

Ho dimenticato la sensazione della caduta libera. Il tempo di un respiro e piombai sui materassini, tra urla e schiamazzi, ma con il buio dell’impatto negli occhi. Finii tra due materassini, quindi sulle cartelle, poi mi beccai l’angolo di un libro sul pisello, un male! Era uno zaino giallo dei Cavalieri dello Zodiaco, con il mio idolo, Phoenix! Sopportando il dolore, tirai fuori il libro che mi aveva colpito, era un sussidiario di una classe superiore che rinfilai nello zaino, calcandolo dentro, mentre Phoenix mi fissava, dico davvero: ci parlavamo con gli occhi. Dopo di che le voci intorno si fecero vaghe e provai un senso di costrizione al petto e allo stomaco. Gli insegnanti corsero da me, battuti sul tempo dal maestro Liu e dalla coordinatrice, che mi presero tra le braccia chiedendo, concitati: «Cosa stai dicendo? Parla più forte. Cosa hai detto? Parla più forte, parla più forte».
Esaurii le forze che mi restavano in corpo per pronunciare una parola; l’avevo detta perché arrivasse alla bambina, era la voce del mio profondo. Nella mia testa c’era solo lei. Era la prima volta che provavo l’estasi dell’amore e grazie a quella ragazzina avevo annientato il dolore fisico. Esanime, mormorai più volte quella parola, aggrappato al colletto della coordinatrice: «Phoenix».

Mi risvegliai nell’ambulatorio, accanto a una copia di «L’eco locale», il quotidiano del Centro culturale della nostra città che in quarta pagina aveva un titolo sensazionale: «Alunno delle elementari di Tingxinxiang si arrampica sull’asta della bandiera. L’intero istituto accorre in suo aiuto».

Da Verso Nord. unonoveottootto, di Han Han

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I nove continenti segnalato su Internazionale

Il settimanale Internazionale ha tradotto una recensione di I nove continenti, di Xiaolu Guo, da poco uscito per Metropoli d’Asia, apparsa sul Christian Science Monitor. L’articolo ricorda la struttura dell’opera e il suo carattere biografico, nel viaggio attraverso i primi quarant’anni di vita dell’autrice.

I nove continenti su L’Espresso

Il nuovo libro di Xiaolu Guo, I nove continenti, ha ricevuto una segnalazione sul settimanale L’Espresso nella rubrica di Sabina Minardi Freschi di stampa.

I nove continenti

I nove continenti, di Xiaolu Guo

In libreria dal 14 giugno

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In questo memoir tra la Cina e il Regno Unito, tra l’infanzia al villaggio e la vita adulta nella nuova Pechino trasfigurata dalle Olimpiadi, tra le opprimenti regole del caseggiato comunista e l’illusione di libertà della Londra anni Novanta, Xiolu Guo mette in scena se stessa. Sul filo di una scrittura degna della miglior fiction, pesca a piene mani dentro al repertorio delle antiche favole cinesi come della propaganda di regime, facendo della propria solitudine british un tema di indagine. Decisa a non celare nulla del proprio passato, nemmeno le esperienze più atroci, trasforma se stessa in protagonista di un romanzo di formazione, cercando le ragioni della propria vocazione artistica, trovando le coordinate della sua maturità di madre, film maker e scrittrice.

“Stavolta, ho pensato, non ho scuse da opporre. Nessuna. Potrei andare a chiudere definitivamente i conti in sospeso. Sono solo dodici ore di volo, posso farcela. Durante tutta la mia vita adulta ho evitato il più possibile di tornare nella mia casa d’infanzia. Shitang, il paesino di pescatori nel quale sono stata testimone della povertà e della depressione dei miei nonni, è un luogo che ho finito per detestare. Wenling, dove ho trascorso l’adolescenza, culla dei miei rapporti travagliati con le autorità, mi ripugnava. Quando nel 1993 me ne sono andata per studiare a Pechino, ho promesso a me stessa: è finita, in questo buco soffocante non ci torno più. Dieci anni dopo, quando ho lasciato la Cina per l’Inghilterra, mi sono detta: d’ora in poi, basta lavaggi del cervello ideologici. Non mi lascerò intralciare dalle mie putride radici contadine. Ora però è giunto il momento di affrontare il passato. Di provare a spiegare alla mia famiglia come ho vissuto in tutti questi anni. Dopo tutto, un giorno dovrò spiegarlo anche a mia figlia. Proprio come ha detto James Baldwin: Dillo. Va’ a dirlo alla montagna, dillo ai tuoi famigliari, alle anime vive e a quelle morte. Dovrò affrontarli, uno a uno. Non ho scampo. Così, cinque giorni prima della festa del Qingming, ho avvolto la mia bambina più al caldo che potevo e ho preso un volo per tornare dov’è iniziata la mia vita”.

Vincitore del National Book Critics Circle Award
Tra i finalisti del Costa Biography Award
Tra i finalisti del Jhalak Prize
Tra i finalisti del Rathbones Folio Prize 2018
Tra i libri dell’anno consigliati dal Sunday Times «Emozionante, intenso e ironico» Lara Feigel, Financial Times

Traduzione di Gaia Amaducci

Dalit a cavallo

Nel suo ultimo articolo su D – la Repubblica delle Donne, Annie Zaidi, autrice con Metropoli d’Asia di I miei luoghi, affronta il tema dei dalit e di alcuni episodi di violenza mentre andavano a cavallo, ancora ritenuto dai più conservatori un privilegio riservato alle classi superiori.

Lancio a effetto sul blog di Lorenzo Mazzoni

Il libro di Omar Shahid Hamid, Lancio a effetto, recentemente pubblicato da Metropoli d’Asia e vincitore dell’Italy Reads Pakistan Prize, ha ricevuto una recensione sul blog di Lorenzo Mazzoni ospitato da Il Fatto Quotidiano. Nell’articolo si mette in rilievo il contesto socio-economico nel quale si svolge la storia.

Duro, spietato, politicamente scorretto, Lancio a effetto, del pakistano Omar Shahid Hamid (Metropoli d’Asia, traduzione di Giovanni Garbellini, vincitore dell’Italy Reads Pakistan Prize) è un romanzo bello e struggente, un vero e proprio pugno nello stomaco, un noir atipico che si muove al meglio nel depistare il lettore attraverso l’arma più efficace del genere: la menzogna.

(continua a leggere sul blog di Lorenzo Mazzoni)

Da L’impero delle luci, di Kim Young-ha

Chiusa in bagno, Chang Mari sentì la voglia improvvisa di ridurre in brandelli il suo gesso e di strapparsi a unghiate la carne del braccio fino a farlo sanguinare. Un attimo dopo però si convinse che quel tipo di comportamento non si confaceva a una donna adulta come lei, e quindi desistette dal suo intento. Si spruzzò sull’abito un po’ di deodorante e l’odore di mentolo si mischiò a quello di ammoniaca. Aprì la finestra. Il davanzale era cosparso di cenere caduta dalle sigarette consumate da alcune dipendenti: apparentemente erano in tre a fumare in quel bagno, tre impiegate di tre aziende diverse che si incontravano lì a spettegolare tra un tiro e l’altro, come vecchie comari.
Si lavò le mani con il sapone e tornò a sedersi alla scrivania. Il capo era scomparso dalla circolazione. Incapace di fare alcun pronostico su quella giornata, si limitò ad augurarsi di riuscire almeno a vendere un’auto al cliente che avrebbe dovuto incontrare di lì a poco. Diede uno sguardo al suo taccuino per verificare se le sfuggiva qualche altro impegno e, scorrendo gli appunti sul calendario, le tornò in mente che due giorni dopo sarebbe ricorso l’anniversario della morte del padre. Provò un leggero senso di colpa nell’accorgersi di essersi dimenticata di quella data a soli due anni dal funerale.

Da L’impero delle luci, di Kim Young-ha

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E adesso? su La Bella e il Cavaliere

Sul blog La Bella e il Cavaliere  si può leggere una recensione di E adesso?, di A Yi, pubblicato da Metropoli d’Asia.

Avvio, preludio, preparazione, azione, esecuzione. Sono questi i titoli dei primi capitoli che, condensati nella trama che vi ho proposto, costituiscono solo l’inquietante premessa. Fin dalla prima frase il senso del romanzo appare tendersi e nascondersi nelle pagine successive.
«Perché?» è la domanda che assilla il lettore, la polizia e gli esperti sulle tracce del protagonista, mentre la vicenda si addentra nelle maglie di un malessere sociale interiorizzato e di una mente sorprendentemente lucida.
È una penetrazione psicologica non priva di ostacoli: benché la voce narrante appartenga al protagonista, il suo racconto appare a lungo impenetrabile al lettore in cerca di spiegazione.

(continua su La Bella e il Cavaliere)

Segnalazioni per Lancio a effetto

Gli articoli che hanno parlato finora di Lancio a effetto, di Omar Shahid Hamid (in aggiornamento):

Lorenzo Mazzoni – Il Fatto Quotidiano (giugno 2018)
Internazionale
(aprile 2018)
il manifesto (marzo 2018)


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Sull’eutanasia in India

Nel suo intervento su D – la Repubblica delle Donne, Annie Zaidi, autrice con Metropoli d’Asia di I miei luoghi, ci parla di una recente sentenza della Corte suprema indiana che ha acconsentito un caso di eutanasia, tema spinoso come quasi ovunque. L’autrice ricorda poi altri casi in cui la Corte si espressa diversamente, e il dibattitto pubblico che esiste sul tema.

probst_rhu@mailxu.com caillouet_felisa torrenceholli@mailxu.com fortgang_cortez@mailxu.com brunetta-norris