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    La casa editrice di Andrea Berrini, scrittore e saggista. L’obiettivo: scoprire e tradurre narratori contemporanei asiatici che propongono scritture innovative.
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Biblio sull’urbanizzazione in India

L’ultimo numero di Biblio: A Review of Books è dedicato all’India e alle sue trasformazioni urbane, oltre a una serie di altri contenuti come di consueto suddivisi tra fiction e non fiction.

I vari saggi possono essere letti solo registrandosi, mentre per altri occorre acquistare il numero, e trattano sia dei grandi centri urbani che della vita nelle città satellite e in quelle più piccole.

Han Han finalista al premio Acerbi

Nel quartetto di finalisti del Premio Acerbi, dedicato alla Cina, c’è anche Han Han, del quale Metropoli d’Asia ha già pubblicato Le tre porte e Verso nord unonoveottootto. E chissà che, in caso di vittoria, non possa essere un’occasione per vederlo in Italia. Insieme a lui Yu Hua, Zhang Jie e Hong Ying.

Doppiozero: Cina: visto, non visto

Nel suo ultimo articolo su Doppiozero, Andrea Berrini parla delle nuove regole per ottenere un visto non turistico per la Cina, adesso molto più ristrette e difficili rispetto a poco tempo fa.

A questo corrisponde anche una fase di stretta sulla censura, e anche nella società sembra che da un sentimento di euforia iniziale verso i nuovi visitatori occidentali si stiano iniziando ad affacciare diffidenze e piccole intolleranze.

Sullo sfondo dell’aereo scomparso

L’aereo scomparso lo scorso 8 marzo diventa un’occasione per parlare più in generale della Malesia, della sua storia e della sua situazione attuale, in questo articolo del New York Times.

In particolare, tutta la vicenda avrebbe evidenziato alcuni errori nella gestione del governo, e anche la crescente influenza della Cina, rispetto alla quale la Malesia è attualmente il terzo partner commerciale dell’Asia.

Kim Young-ha nella nuova onda coreana

Il settimanale Left ha dedicato un articolo alla letteratura coreana e alla sua nuova generazione di scrittori, anche alla luce dell’uscita del libro La letteratura coreana, di Maurizio Riotto, docente all’Università Orientale di Napoli.

Proprio in chiusura dell’articolo, viene citato anche Kim Young-ha, del quale Metropoli d’Asia ha appena pubblicato Ho il diritto di distruggermi.

Un’intervista a Cyrus Mistry

La rivista online Earthen Lamp Journal ha intervistato Cyrus Mistry, recente vincitore del DSC Prize 2014.

Si parla della sue esperienza come scrittore, del rapporto con il fratello (Rohinton Mistry), e chiaramente dell’ispirazione e del lavoro su Le torri del silenzio (Chronicle of a Corpse Bear il titolo originale).

L’Indonesia a Francoforte

Questo articolo del Jakarta Globe fa il punto sulla situazione della letteratura dell’Indonesia, anche in considerazione della sua nomina come paese ospite nell’edizione 2015 della Frankfurt Book Fair.

Per assicurare la partecipazione è stato predisposto un programma governativo, corredato anche da un blog per seguire la marcia di avvicinamento all’evento.

Uno dei problemi principali riguarda la traduzione dei romanzi esistenti in tedesco o in inglese, operazione che alcuni giudicano sia partita troppo tardi e che comunque è solo un primo passo verso l’avvio di una commercializzazione dei volumi su quei mercati.

Via: @AndreaPira

L’atelier su Stradanove

Sul sito Stradanove si può leggere una recensione di L’atelier, il libro di Yeng Pway Ngon da poco uscito per Metropoli d’Asia, che ne illustra la struttura della trama e il contesto nel quale è inserito.

Singapore. Quella piccola repubblica con un’altissima concentrazione di abitanti cosmopoliti che uno stretto di mare separa dalla Malesia e un altro stretto dall’Indonesia. Un gruppo di cinesi alla fine degli anni ‘70. Li incontriamo che sono giovani sui vent’anni e frequentano ‘l’atelier’, lo studio di pittura del maestro Yan Pei. Ne seguiamo le storie, i successi e gli insuccessi nel lavoro e in amore. Finché YengPwayNgon, l’autore di questo bellissimo romanzo, tira le fila, ci fa ri-incontrare i personaggi ‘sul viale del tramonto’ in una saggia meditazione venata di malinconia: a che cosa li hanno portati le loro scelte?

(continua a leggere su Stradanove)

La storia di Xu Zhiyong

Su east Simone Pieranni racconta le vicende giuridiche che stanno interessando l’avvocato cinese Xu Zhiyong, recentemente condannato a 4 anni di carcere per “disturbo dell’ordine pubblico”.

Ci si chiede nell’articolo perché la sua vicenda, piuttosto nota in Cina, non abbia riscontrato lo stesso interesse in Occidente rispetto ad altri casi.

La risposta è probabilmente nella mancanza di legami del suo movimento politico con le proteste del 1989, e anche nella complessità del suo messaggio politico (incentrato nella trasparenza sui guadagni dei funzionari pubblici), che ha trovato meno interesse nei media occidentali.

 

L’atelier sulla Gazzetta di Mantova

La Gazzetta di Mantova ha dedicato un ampio spazio a L’atelier, di Yeng Pway Ngon, con una recensione che ne ricorda anche i premi vinti. Inoltre si ricorda la traduttrice Barbara Leonesi, e il suo complesso lavoro per districarsi tra i vari dialetti cinesi.

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