• Chi siamo

    La casa editrice di Andrea Berrini, scrittore e saggista. L’obiettivo: scoprire e tradurre narratori contemporanei asiatici che propongono scritture innovative.
  • Libri

  • Parlano di noi

    • A Yi e Chan Ho Kei su Alias
    • Ayu Utami su Alias
    • L’impero delle luci segnalato su Internazionale
    • Metropoli d’Asia sulla Rivista Tradurre
  • Autori

Tutti i post su metropoli d’asia

Il grande romanzo di Singapore: L’atelier, di Yeng Pway Ngon

Il grande romanzo: perchè narra più decenni di vita di questa anomala città stato, piazza finanziaria legata all’occidente un tempo, oggi riciclata in luna park per il turismo asiatico. Dittatura anche feroce sulla via di un progressivo annacquamento, grazie a una opposizione sociale che guadagna consensi (il 40% alle ultime elezioni). Strano, curioso esperimento in vitro per la nuova e prorompente classe media asiatica, che qui sperimenta le gioie e le depressioni di un’esistenza contemporaneamente iperregolata, noiosa, e eccitante di nuova trasformazione.

Ma questo è solo lo scenario. Il romanzo di Yeng Pway Ngon racconta le vite di un gruppo di giovani artisti e del loro più anziano mentore, le storie d’amore, i progetti e le disillusioni, le personalità artistiche e l’impegno sociale, la galera, la guerriglia, la vita famigliare. Personaggi che traspaiono distinti da ogni riga, vividamente descritti dalla penna di uno scrittore che in questa narrazione mette tanto della propria autobiografia.

Artista lui stesso, proprietario di una mitica libreria, la Grassroots Booksroom, scrittore insignito del più grande riconoscimento alla carriera nel suo paese, il Cutlural Medallion, quindici giorni fa  insignito (con L’Atelier) del prestigioso South East Asian Writer Award a Bangkok, e citato tre volte (anche per L’Atelier) tra i migliori dieci libri in cinese dell’anno dalla prestigiosa Asia Weekly di Hong Kong . Già: perchè la lingua originaria de L’Atelier è il mandarino, spesso impreziosito dai dialetti utilizzati dalla popolazione cinese di Singapore (la stragrande maggioranza nel paese), dialetti del sud della Cina come il cantonese, l’Hokkien e altri.

Metropoli d’Asia detiene i diritti internazionali di questo romanzo. Ora, grazie a una imminente edizione in inglese a Singapore, lo proporremo all’Asia e al mondo. È la nostra vocazione: scoprire voci trascurate dall industria internazionale del libro, portarle a un pubblico sempre più vasto.

E, a proposito, cari lettori: grazie dei vostri incoraggiamenti, grazie della vostra amicizia su Facebook, grazie dei vostri rilanci su Twitter. Grazie di tenerci in tante librerie italiane nonostante la crisi dell’editoria che morde grandi e piccoli. Siete voi, che continuate a premiare le nostre scelte.

ACQUISTA ONLINE

Metropoli d’Asia su Alfabeta2

Metropoli d’Asia è stata citata in un articolo sull’India e la sua visibilità nel mercato editoriale italiano, insieme ad altre case editrici e pubblicazioni. In particolare, per Metropoli d’Asia si parla di Il mio ragazzo di R. Raj Rao e di Nel cuore di Smog City, di Amruta Patil.

Tramedautore: il programma di Metropoli d’Asia

Nei prossimi giorni siamo a Milano per Tramedautore, il festival teatrale quest’anno dedicato al subcontinente indiano. Ecco il programma degli incontri della sezione Metropoli d’Asia, che si svolgeranno nel Chiostro Nina Vinchi, adiacente al Piccolo Teatro Grassi:

Venerdì ore 18. Andrea Berrini e Delfina Vezzoli discorrono di “Narrativa indiana tra lingue locali e lingua inglese”. Come è noto la Costituzione indiana riconosce 22 lingue ufficiali: molte di queste sono parlate da piu di 100 milioni di persone, e hanno prodotto letterature “colte” e narrativa popolare in passato e anche negli ultimi decenni, Il fenomeno recente è la vasta sostituzione di questa produzione letteraria con una produzione in lingua inglese, che raggiunge la ormai vasta classe media che in questa lingua comunica (giornali, tv, Web, perfino i gerghi tecnici negli uffici sono in lingua inglese. Questa trasformazione del linguaggio va di pari passo con una trasformazione della società indiana che fa emergere una nuova classe media e, in realtà, approfondisce le distanze con le classi povere del paese. A seguire Tramedautore presenterà lo spettacolo teatrale della serata, e ci sarà una breve lettura di poesie.
Domenica ore 18. Giovanni Garbellini intervista brevemente Manjula Padmanabhan, autrice polivalente: graphic novelist, disegnatrice, autrice di racconti e perfino di un romanzo di fantascienza, e naturalmente autrice teatrale, il cui lavoro sarà presentato, in lingua italiana, nella serata stessa. Si discuterà poi di “Le donne raccontano l’India”: Garbellini introdurrà il lavoro di Annie Zaidi e Arundathi Roy, di cui ha tradotto i reportage anche per Metropoli d’Asia, e questo sarà lo spunto per una chiacchierata insieme alla stessa Padmanabhan e a Urmila Chakraborti sul ruolo delle donne nell’India che cambia, sulla loro capcità di farsi veicolo di trasformazione e di (buona) modernità.
Lunedì ore 18. Hanif Kureishi sarà per pochi minuti in collegamento Skype con Andrea Berrini e Angela Calicchio. Ci spiegherà il suo testo teatrale Borderline, che verrà messo in scena in serata. Proveremo, se ne avremo il tempo, a cavargli fuori qualcosa sul proprio mestiere di scrittore Brit, ma di origine Pakistana, e sull’influenza che questa condizione di meticciato ha sulla produzione artistica in generale.
Martedì ore 18. Andrea Berrini e Giovanni Garbellini presentano i romanzi di Cyrus Mistry: Le Ceneri di Bombay (del 2009) e Le Torri del Silenzio (di prossima uscita). Questo autore considerato un “minore” nell’India contemporanea è uno tra i più capaci di raccontare Bombay/Mumbai, i suoi quartieri, le bombe e i pogrom, la vita dei dropouts e dei manager d’alto borgo. Proviene, tra l’altro, dalla comunità Parsi, gli aderenti alla religione Zoroastriana in via di progressiva decadenza: un patrimonio culturale che meriterebbe la protezione dell’Unesco.

Metropoli d’Asia su Radio Onda d’Urto

Radio Onda d’Urto ha intervistato Andrea Berrini in occasione di Tramedautore, il festival teatrale che si svolgerà a Milano dal 13 al 22 settembre, e nel quale Metropoli d’Asia avrà uno spazio per incontri con autori provenienti dall’Asia. Cliccando qui si può ascoltare l’audio.

Metropoli d’Asia al Piccolo Teatro di Milano

Si chiama Tramedautore  il festival teatrale che ogni anno a Milano prensenta aree geografiche e paesi diversi del mondo. Quest’anno il focus è sul subcontinente indiano (dunqua India, Pakistan, Bangkadesh, Sri Lanka). Ci saremo anche noi: in un contenitore chiamato Metropoli d’Asia organizziamo incontri con autori (su tutti Hanif Kureishi il 16) e chiacchierate interessanti.

Oggi, la conferenza stampa che illustra la manifestazione.

CONFERENZA STAMPA

INVITO

Lunedì 9 settembre 2013 – ore 17:30

CHIOSTRO NINA VINCHI DEL PICCOLO TEATRO GRASSI – Via Rovello, 2 Milano

per la presentazione di

 

Intervengono:

Angela Lucrezia Calicchio e Tatiana Olear Direzione artistica del Festival

Sergio Escobar Direttore del Piccolo Teatro di Milano

Filippo Del Corno Assessore alla Cultura del Comune di Milano

Andrea Berrini Editore Metropoli d’Asia

Donato Nubile Presidente di C.Re.S.Co (Coordinamento delle realtà della scena contemporanea) e coordinatore dei focus sul teatro

Gli artisti di Tramedautore

A seguire aperitivo offerto dall’Azienda Agricola Vini Biondi di Trecastagni (CT) che produce un vino di nome Outis. Un piccolo sodalizio tra la cultura del vino e quella del teatro.

Metropoli d’Asia su Carmilla

Il sito Carmilla parla di noi, partendo dalle ultime pubblicazioni e andando più indietro esplorando la filosofia della nostra casa editrice.

Per fortuna anche in Italia comincia a diffondersi il gusto per una letteratura diversa, una richiesta di narrativa internazionale anche filologicamente corretta, senza ritradurre da altre traduzioni ma direttamente dalla lingua d’origine. La casa editrice Metropoli d’Asia, che vanta per ora un catalogo di oltre 20 pubblicazioni, si concentra sulla letteratura di una parte del continente asiatico: Cina e dintorni, il subcontinente indiano e il sudest.

(continua a leggere su Carmilla)

Da Udine all’Estremo Oriente

Nel recente Far East Film Festival di Udine si è tenuto un incontro dal titolo Cultural Exchanges Between East and West, al quale ha partecipato anche Andrea Berrini. Il sito Film Business Asia, punto di riferimento nel continente per tutto quello che ruota attorno all’industria del cinema, propone un resoconto scritto della conferenza:

Andrea Berrini, Metropoli d’Asia
I’ve been visiting China for the past 20 years and I always wonder what are the special values belonging to Chinese culture that are distinct from Italian culture. When I decide to import a Chinese author’s works, I realise that I’m finding values [between our cultures] much more similar than I expected. Italian readers are used to thinking about Asian countries as faraway third-world places. But actually the new literature from China is about a new generation that are very much like Italians, especially in the big cities. They have a middle-class that has the same values as us. This is something of a surprise. We Italians are facing the same challenges as the modern Chinese. In fact, China reminds me of the Italy of the 1960s. The Italy of the economic boom when families started having cars and women were not prepared to stay at home anymore.

(continua a leggere su Film Business Asia)

fortgang.travis@mailxu.com winkey.palmira@mailxu.com reader